Come sfruttare i social media per la promozione di un evento: #sponsorizza (4/4).

Infine per la promozione di un evento sui social media può essere utile crearne uno apposito all’interno degli stessi. Su Facebook il processo è piuttosto semplice e intuitivo e inoltre possiamo anche condividerlo sulla nostra Pagina e investire per acquisire visibilità a pagamento. Tuttavia per evitare di ignorare coloro che ci seguono anche fuori Facebook potrebbe essere utile creare una landing page ad hoc e pubblicizzarla e condividerla sugli altri social network anche tramite inserzioni a pagamento.

Come sfruttare i social media per la promozione di un evento: #contenutiesclusivi (3/4).

La maniera più efficace per fidelizzare i nostri follower e i partecipanti all’evento è riservare loro una serie di contenuti in esclusiva. A tal fine potremmo prendere in considerazione l’idea di creare un gruppo segreto dove condividere immagini, video e aggiornamenti per una nicchia ristretta; ma se preferiamo un approccio più morbido ma ugualmente valido possiamo usare a questo scopo la nostra Pagina Facebook e gli account ufficiali sugli altri social network. Mostriamo loro cosa avviene dietro le quinte dell’evento e giriamo dei video che informino circa la complessità dell’intera macchina organizzativa.

Come sfruttare i social media per la promozione di un evento: #condividi (2/4).

Durante la fase preliminare di pubblicità dell’evento al fine di aumentare l’interesse e il tasso di coinvolgimento può essere utile condividere delle immagini che ritraggano coloro che sono chiamati a partecipare. Questa è un’operazione che sarà ancora più proficua se gli ospiti e i relatori sono personaggi in vista e conosciuti nel settore nel quale operiamo; durante la fase dell’evento e nel post può essere utile riunire e riassumere gli interventi di questi personaggi in pillole o in una serie di citazioni che verranno prontamente condivise sui canali social.

Come sfruttare i social media per la promozione di un evento: #hashtag (1/4).

Crea un hashtag dedicato. Utilizzare gli hashtag sui social media è molto importante per categorizzare un dato argomento e registrare il livello di coinvolgimento e di partecipazione a un dato evento. Preoccupiamoci di crearne uno fatto apposta per l’evento in questione, che sia “parlante” e facilmente riconducibile a noi e alla nostra azienda. Una volta creato iniziamo a usarlo e a condividerlo su tutti i canali, social e non. Per pubblicizzare un evento può essere utile usare una strategia multicanale che comprenda anche le email: aggiungiamo insieme alla firma un badge promozionale con tanto di hashtag e contatti per richiedere informazioni al fine di allargare il bacino di utenza e innescare il passaparola anche su altri mezzi.

5 elementi per creare un contenuto coinvolgente: #emozionante (5/5).

Anche se parli di un aspirapolvere puoi, anzi devi, emozionare. Le emozioni e la passione che metti nel raccontare la tua storia coinvolge empaticamente il lettore e fa scattare una vicinanza emotiva che porta, chi la vive, a percepirti umano e sincero e a condividere i tuoi contenuti.

5 elementi per creare un contenuto coinvolgente: #autorevole (4/5).

La fiducia è un elemento fondamentale. Molti si chiederanno il perché dovrebbero fidarsi di te... Hai la capacità di renderti degno di questa fiducia? Nel caso avessi iniziato da poco il difficile mestiere del blogger, dovresti fare leva sull’autorevolezza riflessa dei personaggi che citi come fonti. Se, ad esempio, riporti un virgolettato di un noto personaggio del settore, nessuno può dire che non è vero.

5 elementi per creare un contenuto coinvolgente: #solido (3/5).

Quello che racconti nel contenuto è vero e reale o si parla di idee astratte? Le persone che cercano informazioni hanno l’esigenza di trovare utilità e non solo suggestioni. Contenuti di utilità portano non solo nuovi visitatori, ma creano una frequenza di rimbalzo da visitatori di ritorno che li hanno trovati efficaci ed utili. Le tue valutazioni sono utili, ma sono più efficaci se le supporti con dati e solidi elementi a conferma.

5 elementi per creare un contenuto coinvolgente: #sorprendente (2/5).

Perché dovrei essere attratto da quello che già conosco? I lettori sono attratti dalle novità o da cose che non conoscono. E' importante quindi inserire sempre elementi di innovazione e di ricerca come motivo ulteriore di attrazione per trattenere il pubblico.

5 elementi per creare un contenuto coinvolgente: #semplice (1/5).

La semplicità è l’aspetto principale di qualsiasi contenuto che si faccia ricordare e soprattutto condividere. Creare un post fruibile da chiunque scritto con un linguaggio accessibile, ma non banale, è una abilità che, nel tempo, andrebbe ricercata. Dovresti limitare al massimo i neologismi, i termini tecnici e tradurre in italiano tutto ciò che è possibile tradurre. Ogni singola complicazione ti fa perdere per strada una parte di lettori.

I 4 fattori di ranking premiati da Google nel 2017: #tag (4/4).

Esistono tanti altri fattori tecnici che possono incidere positivamente sul ranking e quindi sul posizionamento del tuo sito web. Ecco quelli forse più importanti:
1) HTTPS: SearchMetrics dice che il 45% dei siti più visibili su Google usano il protocollo sicuro HTTPS al posto dell’ormai vetusto http. Il certificato di sicurezza SSL garantisce infatti che tutte le comunicazioni da e per il sito web sono criptate e quindi più sicure rispetto a quei siti che ne sono sprovvisti.
2) Titoli H1 e H2: sembra che la maggior parte dei siti analizzati da Backlinko abbiano sia un titolo H1 (il titolo dell’articolo o della pagina) che diversi titoli H2 che si riferiscono ai paragrafi della stessa pagina. Quindi fare uso di questi due semplici tag aumenta il ranking del sito perché aumenta la leggibilità delle singole pagine. Curare la SEO copywriting è fondamentale per il posizionamento di una pagina!

I 4 fattori di ranking premiati da Google nel 2017: esperienza #mobile (3/4).

Google dà maggiore importanza ai contenuti (e all’esperienza utente complessiva) mobile rispetto a quelli che si vedono su desktop. Questo cambiamento è dovuto al fatto che più del 50% delle persone che si collegano, fanno ricerche da mobile rispetto a quelle che fanno lo stesso da desktop. Quindi realizzare un sito web con un design di tipo responsive, è l’unico modo che ti garantisce la possibilità di avere gli stessi contenuti in entrambe le versioni. Al contrario, questo verrà penalizzato o comunque non riceverà il posizionamento che merita. Basti pensare che i 100 domini più visibili su Google hanno una versione ottimizzata su dispositivi mobili come smartphone e tablet.

I 4 fattori di ranking premiati da Google nel 2017: i #backlink (2/4).

I backlink, ovvero i link che il nostro sito riceve da siti esterni, rappresentano ancora un importantissimo fattore di ranking. Sono questi link che permettono a Google di capire quanto è popolare il nostro sito, quanto viene consigliato e come. La popolarità infatti, è un criterio di posizionamento che ha la sua ragion d’essere nel fatto che ogni link rappresenta un voto che gli altri danno ai nostri contenuti. Chi ci linka deve avere contenuti necessariamente in tema con quelli che pubblichiamo noi, quindi deve esserci una specie di coerenza semantica, senza la quale il link vale poco o niente. È chiaro che se scrivo contenuti unici e interessanti, se li promuovo attraverso i social network e li diffondo per bene, aumenterò notevolmente le chance che qualcuno possa leggerli, trovarli interessanti e linkarli.

I 4 fattori di ranking premiati da Google nel 2017: i #contenuti (1/4).

I contenuti sono uno dei più importanti fattori di ranking in assoluto. Ma questa non è una novità perché già da qualche anno si sa che un sito senza contenuti non ha ragione di esistere. Google è estremamente affamato di contenuti, perché sono questi che gli permettono di capire se il tuo sito è un possibile candidato per le domande degli utenti. Tuttavia, mentre in passato si era soliti scrivere contenuti molto orientati alle keyword, oggi ciò che viene premiato è la rilevanza. Infatti, in base alle ricerche di SearchMetrics, solo il 53% delle pagine più posizionate e cercate hanno una keyword nel tag title.

Ecco come i social influiscono sul Marketing del turismo.

1) La ricerca di informazioni sul Web è cambiata. L’89% dei Millennial prenota le vacanze seguendo suggerimenti postati dai coetanei. 2) Il 97% della generazione Y condivide le proprie foto online, creando una community di peer-to-peer da cui trarre ispirazione. 3) Le recensioni e i reclami al giorno d’oggi raramente arrivano per posta o per email. Più del 50% degli utenti che contattano un brand su Twitter, si aspettano una risposta. La percentuale sale al 75% quando si tratta di reclami. 4) Le agenzie viaggi hanno digitalizzato i loro servizi per rimanere al passo con i tempi. Ancora oggi il 55% delle prenotazioni dei voli, il 73% dei pacchetti vacanze ed il 77% delle crociere sono effettuate da agenzie. 5) Tramite l’utilizzo degli hashtag, tag e check-in su Facebook è molto semplice seguire gli ospiti e interagire con loro sui social. Così facendo è possibile individuare Influencer o semplicemente trarre spunti da commenti e feedback.

Lead Generation: come raggiungere potenziali clienti su Twitter.

Strumenti e strategie per trovare nuovi clienti interessati al vostro prodotto. La vostra azienda ha bisogno di raggiungere più utenti potenzialmente interessati al vostro business? Bene, è molto probabile che su Twitter già esistano persone che cercano il vostro prodotto. Ma come si possono scovare questi potenziali clienti? La ricerca avanzata di Twitter vi permette di cercare commenti pertinenti in modo da poter entrare nella conversazione, intercettare l’utente e convertirlo in potenziale cliente. Pensate a tutte le opinioni e le diverse domande che il vostro pubblico può porsi e mettete in atto una ricerca avanzata su di loro costantemente in modo da poterli individuare. Una volta che avete trovato i tweet pertinenti non vi resta che interagire con i “twitteri”! Non limitatevi a mettere like o a retwittare, se volete essere davvero efficaci il modo migliore di iniziare una conversazione è rispondendo direttamente al tweet.

L’importanza dei contenuti visivi nel Growth Hacking.

Non è semplice scegliere e definire la strategia di comunicazione visiva e di contenuto più adeguata alla propria natura d’impresa. E' essenziale riuscire a costruire un’immagine giusta con la quale presentarsi sul mercato, valorizzando la natura e l'unicità del brand e dell’azienda. Sui Social soprattutto dobbiamo saper scegliere la giusta comunicazione perchè crea engagement e serve a creare una conversazione, a raccontare storie coinvolgenti e non solamente a vendere il proprio prodotto. Per avere una visione ottimista del futuro della nostra azienza, dobbiamo quindi trasmettere la faccia migliore di ogni business, quello che riesce a comunicare in modo efficace, l’essenza dell’azienda stessa.

Strategie di Growth Hacking per far crescere il tuo business.

Far crescere un business non è cosa facile: è necessario soddisfare i propri clienti ogni giorno, cercare di renderli fedeli ed allo stesso tempo provare ad acquisirne di nuovi. Per questo ci viene in aiuto il Growth Hacking, che consiste nell’applicare strategie di marketing non convenzionale per avere successo e crescere più velocemente. Ecco alcuni suggerimenti: 1) Sii attivo al momento giusto; l’inizio della settimana è tipicamente il momento migliore per catturare l’attenzione delle persone. 2) Incorpora i contenuti dei social sul sito; inserire tweet o altro contenuto social direttamente nel proprio sito è un’ottima maniera per costruire un sentimento di fiducia. 3) Attento ai broken link; un broken link è un collegamento che conduce ad una risorsa non disponibile e quindi gli utenti che vi cliccheranno andranno incontro ad un messaggio d’errore. 4) Migliora la user experience per i nuovi clienti; i nuovi clienti hanno dei bisogni differenti rispetto ai clienti abituali quindi è essenziale riuscire a soddisfare le loro aspettative continuando a fornire contenuti per mantenere il rapporto attivo.

Hai un blog? Attenzione ai commenti degli utenti!

Dal 2017, chi gestisce un sito, è responsabile dei commenti in esso pubblicati. Il rischio che si corre è di poter essere condannati per “concorso in diffamazione”, un provvedimento quindi da non prendere con leggerezza. Non è ancora stato definito se la stessa politica può essere applicata a commenti inseriti sui social network come Facebook, ma la questione avrà sicuramente notevoli ricadute sul sistema dell’informazione web. Al di là delle possibili evoluzioni, controlla sempre i commenti sul tuo blog e non esitare a non pubblicare o eliminare quelli che possono essere interpretati come diffamatori. Che tu sia un professionista o che lo faccia per hobby.

Hashtag: come utilizzarli al meglio in una campagna social.

Gli hashtag rappresentano uno strumento indispensabile per un utilizzo ottimale dei social media. Un errore molto comune consiste nel non investire tempo per una ricerca mirata degli hashtag da utilizzare. Se ne avete già trovato uno che faccia al caso vostro provate, prima di usarlo, a digitarlo su Twitter o Instagram per vedere che tipo di risultati è in grado di generare. Non esistono regole su quanti utilizzarne ma sarebbe meglio non avere più di 3 hashtag all’interno del testo del proprio post per garantire almeno il 21% di engagement. Lo sbaglio più grande che possiamo fare però, è quello di non utillizzarne nessuno. Non dimenticate che gli hashtag rappresentano uno strumento di ricerca, la colla che tiene unite idee e conversazioni.

Google cambia: le piattaforme online non realizzate con logiche responsive saranno penalizzate sulle Serp.

Google cambierà nuovamente l’algoritmo amplificando l’importanza della compatibilità per il mobile dei siti. Le piattaforme che non sono ottimizzate per una perfetta visualizzazione dai device mobile saranno penalizzate sulle Serp e si vedranno scavalcate da siti sviluppati secondo logiche responsive. Uno studio di Adobe ha rilevato che il traffico organico a siti non ottimizzati per la visualizzazione da device mobili è sceso del 30%. I siti che non superano il test per verificare se il sito è mobile-friendly dovranno correre ai ripari in poche settimane.

Uso corretto dei Social Media Marketing.

Il vostro pubblico si aspetta qualcosa in più oltre ai soliti messaggi invadenti che parlano di offerte commerciali e di prodotti. I social media sono luoghi in cui ascoltare e stimolare le relazioni; non cogliere questo aspetto può trasformarsi in un errore. Occorre quindi bilanciare i contenuti proponendo sia quelli incentrati sull’attività dell’impresa, sia quelli dove la parola passa agli utenti. Una soluzione può essere adottare la regola dell’80/20 in cui 80 è la percentuale di spazio da destinare ai contenuti che stimolano la conversazione, mentre il restante 20 è la quota di post più focalizzati sul business dell’azienda quali aggiornamenti di prodotto e offerte speciali da utilizzare per scopi commerciali.

Il tuo sito è Responsive? 5 miliardi di persone si connettono al web tramite smartphone.

Secondo un rapporto di Cisco, entro il 2021 le persone che utilizzeranno un dispositivo mobile per accedere al web saranno più di quelle che hanno accesso ad un conto in banca, all'acqua potabile e ai telefoni fissi. La popolazione mondiale è di 7,4 miliardi di persone: circa il 65 percento dell'umanità è connessa da mobile. Ad affermarlo è il Visual Networking Index di Cisco, che ha registrato una forte crescita delle connessioni da mobile anche e soprattutto nei paesi in crescita. Secondo il rapporto, infatti, l'Italia ha una crescita delle connessioni mobile pari al 47%.

Google prepara un aggiornamento per il suo algoritmo.

Penguin, uno dei più importanti algoritmi che regola il posizionamento dei link tra i risultati del motore di ricerca più utilizzato della Rete, potrebbe presto subire un importante aggiornamento. L'intenzione dovrebbe essere quella di privilegiare quanto più possibile i contenuti di qualità; nello stesso tempo l'aggiornamento potrebbe penalizzare chi utilizza tecniche come il keyword stuffing per la proliferazione delle parole chiave e il clickbaiting per raccogliere visualizzazioni a discapito della user experience in navigazione. E' inoltre probabile che il nuovo algoritmo venga implementato con l'obbiettivo di sfavorire coloro che propongono contenuti non originali, o per meglio dire "copiati di sana pianta" da altre risorse.

Domina l’ecommerce in Italia con una quota del 44%.

Turismo in vetta al rating dell’ecommerce italiano, che nel 2016 ha sfiorato i 20 miliardi di euro. Il Politecnico di Milano, oltre a certificare una crescita dell’8%, molto contenuta rispetto a quella di altri Paesi industrializzati che viaggiano con incrementi a doppia cifra, ha confermato la leadership del settore del turismo tra i comparti dei servizi venduti online. Nel dettaglio: il valore degli acquisti online degli italiani è ripartito tra prodotti (9 miliardi) e servizi (10,6 miliardi). E il turismo si conferma il primo comparto, con una quota del 44%. Seguono elettronica di consumo (15%) e abbigliamento (10%). Fino ad arrivare ai settori emergenti (food & grocery, arredamento e home living, beauty, giocattoli), che insieme valgono oltre 1,5 miliardi di euro.

I 3 attacchi più comuni a cui è soggetto WordPress.

Come proteggere il proprio sito da un attacco brute force? Il primo step è impostare password sicure. Poi bisogna assicurarsi che l’hacker non trovi nessun username standard con cui provare a loggarsi. Quindi controllate che non ci siano user con nomi comuni come admin, administrator o developer. La maggior parte dei plugin di sicurezza hanno molte caratteristiche atte ad evitare attacchi brute force, ma se non si prendono in considerazione queste due precauzioni semplici e basilari, un hacker in media riuscirà ad entrare nel vostro sito dopo soli 15.000 tentativi, che si traducono in 2 secondi di tempo. Se limitate il numero di accessi a 3 o 5, bloccate lo script sul nascere.

Rendi unico il tuo sito, get your .blog!

Da ormai una decina di anni, la parola “blog” è diventata sinonimo della “propria casa sul web”. Quanti blog sono stati creati fino ad ora utilizzando il cms WordPress, l’applicativo per eccellenza nella realizzazione di “diari web”. Perché, in fin dei conti, cos’è un blog se non una pagina bianca su cui scrivere le proprie esperienze, portare il proprio know how sul web relativamente a ciò che si conosce meglio come la cucina, lo sport, stili di vita e tanto altro. Fino ad ora l’estensione più utilizzata e identificativa dei blog è stata il .com, ma con più di 200 milioni di blog esistenti al mondo, la possibilità di trovare il nome che meglio identifica il vostro, si sta affievolendo. Ecco perché Automattic, la società che gestisce WordPress.com, presto lancerà la nuova estensione .blog!

Nuovo attacco che sfrutta il Black Hat SEO.

Secondo la definizione data da Google nelle sue guide sull’ottimizzazione per i motori di ricerca, con Black Hat SEO si intendono “le tecniche illecite o bad practice che violano le istruzioni per i webmaster e manipolano i motori di ricerca per cercare di far avere una posizione migliore a un sito”. L’attacco è stato reso possibile a causa della vulnerabilità del plugin WP Mobile Detector, utilizzata appunto per far si che Google, Bing e altri motori di ricerca portino i visitatori, tramite redirect, verso siti porno ospitati su server esterni.